23/12/2011
auguri
14:28
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23/09/2009
guerra
"Ma - dicono - è pur lecito mandare al supplizio un individuo; dunque è lecito punire una città con la guerra. Cosa si può rispondere? Replicare sarebbe troppo lungo. Dirò solo che c'è questa differenza: che nel giudizio viene condannato alla pena prevista dalla legge colui che è stato riconosciuto colpevole, mentre in guerra ognuna delle due parti contendenti ritiene colpevole l'altra; nel primo caso la pena ricade su chi ha commesso la colpa, nel secondo la maggior parte dei mali ricade su chi meno se lo merita, cioè sui contadini, sui vecchi, sulle donne, sui bambini, sulle ragazze. D'altronde, se da quella ch'è la cosa peggiore di tutte può trarsi qualche vantaggio, questo va tutto a favore di alcuni scellerati banditi: ai mercenari, ai malandrini risoluti, a pochi capi di bande dalle cui arti è stata appunto per questo provocata la guerra e che in nessuna circostanza si trovano più a loro agio come nel dissolvimento completo della cosa pubblica. [...] Se qualcuno protesta affermando che non è giusto che chi ha sbagliato non sia punito, rispondo che è molto meno giusto coinvolgere nella suprema delle sciagure tante migliaia d'innocenti che non se lo meritano". (Erasmo da Rotterdam, citato in Carlo Galli, Guerra, Laterza, p.34)
"Terza tesi: non e giusta causa di guerra neppure la gloria del principe, o un'altra forma di vantaggio che egli ne possa trarre. Anche ciò è noto: il principe deve indirizzare la guerra e la pace al bene comune della comunità politica, e non può spendere le pubbliche entrate per la propria gloria e il proprio vantaggio, ne tanto meno per i medesimi motivi può esporre al pericolo i propri cittadini. Infatti, la differenza che intercorre fra un re legittimo e un tiranno è che quest'ultimo orienta il governo al proprio guadagno e vantaggio privato, mentre il primo lo rivolge al pubblico bene, come dice Aristotele (Politica, IV, 10); trae intatti la propria autorità dalla comunità politica, e quindi deve servirsene per il bene di essa. Parimenti, le leggi debbono essere informate non al vantaggio di alcun privato ma alla utilità comune dei cittadini» (Isidoro, Etimologie, V, 21). Quindi anche le leggi della guerra devono essere rivolte all'utile comune, e non a quello del principe. E per questo gli uomini liberi sono diversi dagli schiavi, come Aristotele afferma (Politica, I, 3 e 4) poiché i padroni si servono degli schiavi per l'utilità propria e non di quelli, mentre invece gli uomini liberi non esistono per altri, ma per sé. Di conseguenza, che i principi abusino dei cittadini, costringendoli a prestare il servizio militare e a contribuire con denaro alla guerra, se la guerra non e per il bene pubblico ma per il vantaggio privato dei principi, significa che i cittadini vengono trasformati in schiavi". (Francisco de Vitoria, citato in Carlo Galli, Guerra, Laterza, p.44)
19:13
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21/09/2009
speranza
"Dalla guerra io sono stato mortificato, umiliato, annientato. Ma non fa nulla. Io offro tutta la carne, il sangue, la mia dignità, la mia libertà, la mia stessa felicità, perché sia assicurata la felicità dei più che sono, dei molti che saranno. Che diritto ho io di essere felice se non lotto perché gli altri lo siano? Non è un attentare alla felicità altrui negare il dono della propria vita?" (da una lettera di Roberto Maiorino, soldato di Isernia nella I guerra mondiale, citato in Cicchino-Olivo, La grande guerra dei piccoli uomini, Ancora, p. 95.
19:14
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18/09/2009
Afghanistan
Afghanistan.Il crocevia della guerra alle porte dell'Asia
Giordana Emanuele, Editori Riuniti, € 10,00
Conosciuto sin dai tempi dell'Impero britannico in India come paese indipendente e guerriero, l'Afghanistan ha una lunga storia che si dipana nei secoli. Una storia di appetiti, quasi sempre insoddisfatti, dei suoi potenti vicini. Crocevia dell'Asia centrale, "porta" tra il Medio Oriente e il subcontinente indiano, l'Afghanistan si trova infatti da sempre al centro di conflitti che arrivano ai giorni nostri. In questo testo l'autore ripercorre gli ultimi quarant'anni della storia del paese: la caduta della monarchia e la nascita della repubblica, l'"epoca d'oro" dell'invasione pacifica degli hippy, l'occupazione russa e le guerre tra mujaheddin, la caccia a Osama bin Laden e ai talebani, la creazione artificiale di una democrazia minacciata da antichi rapporti tribali e dalla potente economia dell'oppio. Oggi, sotto tutela Nato, in uno scenario di guerra che continua a scatenare polemiche, l'Afghanistan sembra condannato a vivere un dramma di cui continua a pagare le conseguenze la popolazione civile.
19:42
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01/09/2009
55 milioni
L' ultimo fronte. Lettere di soldati caduti o dispersi nella seconda guerra mondiale
Revelli Nuto, Einaudi , 14,00
Attraverso la paziente e sempre dolorosa raccolta di interi epistolari e di un gran numero di "ultime lettere" dei caduti sul fronte russo (di qui il titolo del libro), Muto Revelli ridà voce a quei "sommersi" della storia che il silenzio delle fonti ufficiali si ostina, ovunque e da sempre, a soffocare. E che invece riemergono a dire, vivi e presenti nella loro quotidianità, i problemi e gli interrogativi di una condizione umana. Diecimila lettere, migliaia di uomini che parlano, che raccontano. Alcuni che dicono quasi tutto, disegnano l'arco completo della loro vita militare; altri, con testimonianze frammentarie, restituiscono poche pagine della loro esperienza. Pagine tutte ancora attuali, a settant'anni da quel conflitto epocale, per testimoniare insieme, l'orrore, lo squallore della guerra e la cultura materiale di quei soldati contadini.
1939, l'alleanza che non si fece e l'origine della seconda guerra mondiale
Carley Michael Jabara, La Città del Sole, 24,00
Nella minuziosa ricostruzione storica delle modalità e delle cause che portarono al fallimento dei tentativi di accordo tra URSS e anglo-francesi e alla decisione sovietica di sigiare il patto di non aggressione con la Germania nazista, l'autore ricorre alla analisi comparata e contestuale delle fonti britanniche, francesi e russe, utilizzando anche i materiali resi copiosamente - ma ancora disordinatamente e discrezionalmente - disponibili dall'apertura e desecretazione degli archivi sovietici dopo la fine dell'URSS. l'accesso a questo nuovo materiale sovietico d'archivio offre alcune conferme circa le valutazioni e il comportamento dei dirigenti dell'Unione Sovietica. Ciò che rende particolarmente interessante il lavoro di Carley è l'analisi contestuale di tutte le fonti. È illuminante la lettura di quelle franco-inglesi, da cui emerge l'orientamento antisovietico e la sostanziale diffidenza occidentale nei confronti dell'URSS, che a sua volta ricambiava pienamente questa diffidenza. L'illusione della diplomazia britannica di trovare ancora un appeasement con Hitler scongiurando la guerra, e la scelta deliberata di non favorire l'affermazione di un ruolo nuovo e importante che l'URSS avrebbe inevitabilmente assunto nel continente europeo, divenendo un perno essenziale dell'alleanza antitedesca (come di fatto avvenne con la partecipazione dell'URSS nel giugno 1941 all'alleanza antifascista), spingono la direzione sovietica a siglare il patto Ribentropp-Molotov.
19:25
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AFRICA-italia
Storia della Libia contemporanea
VANDEWALLE DIRK, Salerrno editrice, 18.00
Un paese tra Africa, Europa e mondo arabo: dall’impero ottomano al colonialismo italiano, da povera monarchia a importante regime politico-economico sotto il governo di Gheddafi. La storia della Libia nel XX secolo rappresenta, persino rispetto agli altri Paesi arabi, una straordinaria odissea: il Paese si è trasformato da sperduta provincia dell’impero ottomano a colonia italiana, da monarchia conservatrice a regime rivoluzionario, passando dalla povertà all’agiatezza e da una politica del rischio calcolato a una forzata arte del governare. Per gran parte del secolo, gli abitanti delle tre province che nel 1951 furono raccolte nel Regno Unito di Libia – la Tripolitania, la Cirenaica e il Fezzan – sono rimasti a guardare mentre governanti e interessi stranieri e locali si sono avvicendati nel dare forma al loro Paese. Dirk Vandewalle, uno dei pochissimi studiosi occidentali ad aver visitato la Libia in questi anni, fa luce sulla storia politica, sociale ed economica della Libia contemporanea.
13:33
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30/07/2009
buone vacanze
Turismondo Povertà, sviluppo e turismo responsabile
Alessandro Berruti – Elisa Delvecchio, Effatà, € 18,50
Luci ed ombre del turismo “di massa” – Storia e valori del turismo responsabile – Le vacanze come strumento di lotta contro la povertà
Turismondo esplora il dietro le quinte del fenomeno turistico e propone un’analisi inedita del suo presente e del suo futuro, dando voce alla società civile impegnata nella promozione di uno stile di viaggio responsabile, al Nord e al Sud del mondo.
«In questo libro non si parla alla fine soltanto di turismo, ma della scrittura di un nuovo capitolo nella costruzione di rapporti economici mondiali basati sull’equità» (Alfredo Somoza).
17:53
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22/07/2009
guerra al nemico
GUERRA
Galli Carlo, Laterza, 18.00
La complessità e la pluralità degli itinerari teorici attraverso i quali la cultura filosofica, giuridica e politica dell' Occidente ha pensato la questione cruciale della guerra. Carlo Galli insegna Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna.
Così nella prima guerra mondiale e subito dopo i popoli hanno imparato sulle proprie carni l'uso sistematico della violenza; e hanno imparato che il nemico è l'antagonista di uno scontro di civiltà, esterno e interno: all'esterno, infatti, si contrappongono le 'idee' del 1789 a quelle del 1914 (secondo la formulazione di Johann Plenge), il commercio alla guerra, la libertà all'autocrazia o all'autoritarismo, l'impero latino e la civiltà anglosassone al mondo teutonico; e all'interno il reazionario, o il sovversivo antinazionale, alle forze sane della politica. In entrambi i casi, all'interno e all'esterno, si tratta di un nemico illegittimo sempre sull'orlo della disumanizzazione: la sua immagine è quella di un sotto-uomo perverso e minaccioso perché rappresenta la nostra possibile degradazione; è per rendere evidente la sua pericolosità, per impedire che si mimetizzi con la sostanza genuina della politica, che si procede alla iper-rappresentazione del nemico, ossia lo si dipinge con tratti caricaturali, o grotteschi, o comunque con segnali vistosi, che ne denuncino e ne fissino la non piena umanità, che ne mostrino chiaramente la natura ibrida, cangiante, metamorfosata, in bilico fra umanità e bestialità. Quanto più il nemico è diabolico, e cerca di confondere e di confondersi, quanto più pretende di essere parte della civiltà e della verità, tanto più va smascherato e stigmatizzato: la rivoluzione bolscevica riprenderà dalla tradizione religiosa ortodossa la consuetudine grafica di raffigurare gli angeli in rosso (i comunisti) e i diavoli in nero (i reazionari).
12:56
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21/07/2009
vita e santità secondo Thomas Merton
Vita e santità
Merton Thomas, Lindau, 14,00
Per Thomas Merton la santità non va ricercata nell’isolamento o in complicate pratiche ascetiche. Al contrario, è nelle azioni di ogni giorno, compiendo il proprio dovere quotidiano, che il cristiano può e deve sviluppare la sua unione con Dio. Vita e santità non sono incompatibili, sebbene un buon numero di cristiani – anche di religiosi – sembri crederlo. Il lavoro, ad esempio, in un contesto sano ed equilibrato è di per sé capace di contribuire alla vita spirituale. La nostra attività non deve però essere soltanto onesta e produttiva, ma va intesa come un contributo responsabile alla comunità, per un mondo giusto e in pace. Offrire noi stessi a Dio in uno sforzo di volontà soggettivo non è sufficiente. Occorre integrare il nostro impegno con quello degli altri uomini di buona volontà.
«Questo libro vuol essere molto semplice, un’esposizione elementare di alcuni concetti basilari della spiritualità cristiana. [...] Il nostro tempo ha bisogno di ben altro che di gente cosiddetta devota, che evita mali gravi ma che raramente fa qualcosa di costruttivo o di positivamente buono. Non è sufficiente essere rispettabili esteriormente. La santità non consiste nell’essere meno umani, ma più umani degli altri uomini. Ciò implica una maggiore capacità di interesse, di sofferenza, di intendimento, di comprensione, e anche di spirito, letizia, apprezzamento delle cose belle e buone della vita.»
11:57
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20/07/2009
misurare il tempo
Astronomia e culto. Risposta a domande di attualità
Manlio Sodi (a cura), EMP, € 10,00
L’anno internazionale dell’astronomia ha sollecitato l’attenzione su problemi e domande che frequentemente affiorano quando si osserva il calendario con il suo scorrere dei giorni, dei mesi, degli anni. Il rapporto tra i ritmi della vita di ogni giorno e il movimento degli astri chiama in causa vari ambiti. Tra questi anche la data della Pasqua e, di conseguenza, tutti i ritmi che nel calendario cristiano dipendono da essa. Il passaggio dal calendario giuliano a quello gregoriano, avvenuto nel 1582, è servito per ristabilire un equilibrio tra i ritmi del sole e della luna e il computo del tempo. Questo libro, nel IV centenario del primo orientamento del cannocchiale al cielo da parte di Galileo (1609), costituisce un’occasione per rispondere a vari interrogativi che sorgono proprio in ordine al calendario e al computo del tempo nelle chiese sia di Occidente che di Oriente. La presentazione di Antonino Zichichi è un invito ad un confronto con alcuni aspetti determinati dal fascino della misurazione del tempo per coglierne i risvolti e le sfide nella cultura di oggi e di domani.
11:45
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17/07/2009
la memoria debole
Nell'agosto del 1927 negli Stati uniti vennero uccisi, innocenti, Sacco e Vanzetti colpevoli di essere italiani, in primo luogo, e poi anarchici.
Vanzetti faceva il pescivendolo, Sacco era un calzolaio: il fatto di essere degli immigrati di nazionalità italiana, di essere anarchici e impegnati al fianco dei lavoratori nelle lotte per la difesa dei loro diritti ne sancì la loro condanna e morte.
Ad agosto 2009 cade l'82° anniversario della loro morte, ma l'uomo ha la memoria debole.
Lorenzo Tibaldo
Sotto un cielo stellato. Vita e morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti
Lorenzo Tibaldo, Claudiana, 19.50
Con l’ausilio di fonti inedite, Lorenzo Tibaldo ricostruisce la nota vicenda dei due anarchici italiani morti sulla sedia elettrica nel 1927 dopo un processo- farsa, e delinea il quadro storico dell’America di quegli anni. Dall’attenta analisi delle loro lettere ne emergono con forza le ersonalità e le idee.
Immigrazione, razzismo e intolleranza politica nell’America degli anni Venti La lotta di Sacco e Vanzetti a fianco dei lavoratori in difesa della dignità umana
08:40
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15/07/2009
guerra giusta?
Che cosa dobbiamo fare se vogliamo sbarazzarci della guerra in generale. Dobbiamo, tutti noi, diffondere le informazioni. Dobbiamo indagare le motivazioni dei nostri leader politici, sottolineare i loro legami con il potere delle corporation, mostrare come si traggono enormi profitti dal dolore e dalla sofferenza. Dobbiamo insegnare la storia, perchè quando guardiamo alla storia delle guerre vediamo come la guerra corrompa chiunque vi sia coinvolto. Vediamo come il cosiddetto fronte dei buoni si comporta presto come il fronte dei cattivi, e questo è vero dalla guerra del Peloponneso fino alle guerre dei nostri giorni. E ancora più importante, dobbiamo mostrare nel più crudo dei modi gli effetti della guerra sugli esseri umani. Abolire la guerra è naturalmente un'impresa enorme. Ma abbiamo un alleato potente, è una verità che anche i governi assuefatti alla guerra, che dalla guerra traggono profitti, dovranno prima o poi riconoscere: che la guerra è uno strumento inefficace per raggiungere i loro scopi. Sempre più spesso, nella storia recente, le nazioni più potenti si trovano incapaci di conquistare nazioni molto più deboli di loro... (Zinn Howard).
La guerra giusta
Zinn Howard - Strada Gino, Charta, € 10,00
Howard Zinn, importante storico americano, e Gino Strada, chirurgo, fondatore di Emergency (associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerre e delle mine antiuomo), si trovano in sintonia su molte cose, prima fra tutte l'avversione per tutte le guerre. Una importante conferenza tenutasi a Roma, durante la quale hanno tenuto desta l'attenzione di oltre mille persone sull'argomento, è integralmente documentata in questo libro. Le parole di Zinn sono molto semplici, comprensibili per chiunque; le foto che le accompagnano sono di Moises Saman, uno straordinario fotoreporter che combatte la guerra con la macchina fotografica.
13:07
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13/07/2009
il prossimo tuo
Ma io che c'entro? Il bene comune in tempi di crisi
Giulio Albanese, EMP, 10.00
Oggi tutto si mondializza; i mercati, l'informazione, il lavoro, la cultura, persino la povertà, sono sempre più questioni globali e tutti, in un modo o nell’altro, subiamo gli influssi di questo fenomeno denominato globalizzazione che pervade a livello planetario ciascun settore della società contemporanea. Questo libro ha la pretesa di voler guardare oltre la notizia, suggerendo alcuni spunti di riflessione sul contesto esistenziale nel quale viviamo immersi, per tentare una risposta alle domande sui valori e sull’etica che formano la nostra concezione del mondo globale.
09:00
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09/07/2009
rinnoviamoci
E dopo? Energie rinnovabili per tutti
Luca Reteuna, effatà, € 7,50
Il petrolio e il metano, i combustibili fossili che consumiamo da tempo, finiranno entro qualche decennio.
Per non trovarci improvvisamente indietro di secoli e per conservare il pianeta per i nostri discendenti, abbiamo a disposizione le fonti rinnovabili di calore ed energia: il sole, l’aria, l’acqua e la terra. Impariamo a conoscerle e a utilizzarle per rispettare l’ambiente, la salute e i nostri soldi.
18:41
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08/07/2009
sobrietà
Le ambiguità degli aiuti umanitari. Indagine critica sul Terzo settore.
Giulio Marcon, Feltrinelli, € 9,00
E' tutto oro ciò che luccica? Cresciuto dapprima silenziosamente negli anni ottanta e finalmente esploso in tutta la sua importanza negli ultimi anni, il mondo del volontariato ha acquisito quell'importanza politica che gli è dovuta. Ma, in realtà, sono molte le zone d'ombra presenti nel suo arcipelago in cui sono apparentate tra loro in modo indistinto organizzazioni di appoggio alla politica estera dei singoli stati nazionali e associazioni che, viceversa, non possono contare su sostegni statali ma che al contempo sono motivate da fortissime ragioni di carattere etico.
Pastorale e nuovi stili di vita 
Sobrietà e crisi economica
Battistella Giulio, EMI, 9.00
I cristiani capirono solo più tardi che nell'appello di Giovanni Battista: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino", quel "vicino" significava: alla portata dell'umanità. La "buona novella" è che il progetto di Dio può essere realizzato qui sulla terra.
Quale sfida, quale responsabilità dunque per le Chiese?
È possibile, dice l'autore, cercare la nostra realizzazione in quella degli altri e vivere secondo i nuovi stili di vita dell'"uomo nuovo fatto come Cristo".
Un libro per stimolare un dialogo di approfondimento in quanti abbiano una qualche responsabilità pastorale nella Chiesa, per una riflessione collettiva ed ecclesiale.
18:30
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